[LBN007] – Nick Rivera – “Happy song is a happy song” – (21 January 2011)
“Analogous to the image of a bud who sees the first light, the sounds of wood, shadows reflecting lights and glades in the forest… Your music will thrill an attentive crowd that will be rewarded by a hypnotic experience.” (Bill Gautier)
Nick Rivera – Renee Luise
Nick Rivera – Happy song is a happy song
Nick Rivera – Butter in my head
Nick Rivera – Horn Y Orgy
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Nick Rivera
Bio:
Nick Rivera (Michele Sarti’s solo project) was born under a bunk bed in a victorian house in Hackney, London. Born in Cagliari, Italy, Michele started playing drums in a number of rock bands, slowly developing a strong interest in more experimental and free-form styles of music. The new approach led him to rediscover the french horn, the instrument he studied for years but never used on any of his projects. He also started toying with lots of different instruments like guitar, trumpet, glockenspiel, percussions, synths and loop machines. His first personal project was a free reinterpretation of the music from german composer Kurt Weill, directing a band featuring banjo, piano, wind instruments, flute and percussions. In Italy he collaborated with Bron Y Aur and Franklin Delano, and after moving to London with Sunny Day Sets Fire and Oh Atoms. He also plays as a stable member of the lo-fi folk band Takoma. Nick Rivera comes from Michele’s desire to play something as natural as possible. In his own works is music that would be “close to the image of a bud who sees the first light, the sounds of wood, nocturnal bugs, broken branches, birds, coppers, sliding water, shadows reflecting lights and glades in the forest… and everything that happens in the galaxy next to ours”.
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REVIEW

21/02/2012 – Band Blog – “…Happy song is a happy song è uno di quei dischi che può benissimo andare avanti all’infinito e non diventare mai pesante.”
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17/02/2012 – Sentire Ascoltare – “…sei tracce all’insegna di un languore randagio, espanso e stoned.”
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08/02/2012 – FrostClick -”…this is a great EP to have especially for those looking for a new acoustic, free folk artist to love.”
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10/01/2012 – 247 Magazine (page 25) – “Happy song is a happy song is a set of relaxing yet throughly imaginative tunes…” (more)
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14 December 2011
Nick Rivera è il nuovo progetto solistico del politstrumentista cagliariano Michele Sarti, che nel passato ha collaborato con Franklin Delano e Bron Y Aur.
‘Happy song is a happy song’ è stato in buona parte composto e registrato a Londra. Il sound consiste in un folk malinconico introspettivo con derive post rock e momenti jazzati intriganti. Il disco è interamente suonato dal musicista sardo, che parte con un piglio alla Bob Corn, ma a differenza di questo è più propenso all’apertura, per cui in Horn y orgy sono presenti dei fiati melanconici in attesa che spunti il sole e Feathers ha un incedere da valzer soffuso, avanzando in modo intimo ed umorale, lasciando poi spazio al jazz. Eppure il disco si apre con Renee Luise con quell’arpeggio che ti prende al cuore, grazie alla malinconia che si sente il bisogno di condividere, splendidamente espressa con l’intreccio tra chitarra acustica e supporti elettronici che dilatano il sound, rendendolo circolare.
Il disco contiene anche il simpatico video di ‘Horn Y Orgy’ con la regia di Roddy Clarck e Simon Jarvis.
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16 November 2011
Nick Rivera, al secolo Michele Sarti, è un artigiano della musica diy (DO IT YOURSELF nda): autodidatta con quasi tutti gli strumenti con cui si cimenta, è uno di quelli che appena prendono uno strumento riescono a tirar fuori, per forza, qualcosa che funzioni… insomma è uno di quelli che maledici con tutta la forza che hai corpo perché lui ci riesce e tu, che ti sbatti da anni con una chitarrina, non riesci ad andare più avanti del si bemolle minore perché ti fanno male le dita. Naturalmente stiamo parlando di me, però onde evitare di uscire “fuori tema” mi rituffo a capofitto nel racconto di questo disco. “Happy Song is a Happy song” è l’ultima fatica di Nick Rivera che con questo ep ci catapulta in un mondo affollato di suoni e colori in cui rimani a galla, godendoti gli ultimi raggi di sole di una giornata al mare che volge al termine. Tromboni, trombe e bassi tuba si incastrano perfettamente in un puzzle che , credimi, non tarderai, a risolvere. Echi dei primi Broken Social Scene di “Feel good lost” in salsa tipicamente british, nonostante il “nostro” sia sardo. Un ep da avere insomma, da ascoltare e ri-‐ascoltare e da gustare con un buon vino, magari consigliato proprio dal caro Michele, sommelier in erba.
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15 November 2011
Se fosse uscito 40 anni fa, perfino una rivista come Muzak, di controcultura, di sperimentazione e creatività, si sarebbe rifiutata di dedicare un trafiletto ad un EP come questo. Perché? Semplice. E’ come se non fosse mai stato registrato. Mi spiego: non aggiunge una virgola, a ciò che si è fatto precedentemente in materia. Strumentale, d’accordo. “Carino!”. Mai aggettivo più irritante fu impiegato per descrivere il prodotto di un artista! Un solista. Compositore e polistrumentista. Gran figata, dite voi. Affatto.Michele Sarti, alias Nick Rivera, accompagnato da una squadra di musici di professione, ci propone quattro brani che hanno vita breve, tanta quanta ne avrebbero dei petali, travolti dalla furia di un tornado. L’accostamento ai petali però, è da intendersi in maniera elogiativa. Petali ipotetici, forse un giorno bellissimi, ma di un fiore non ancora sbocciato. Per il momento quattro semi non identificati. Il sound infatti, è “educatamente” calibrato: dalle percussioni alle sezioni di fiati, fino agli arpeggi di chitarra, che ben si amalgamano agli inserti elettronici. “Butter in my head” inoltre, è una riuscita “suite” dal carattere tragicomico, ma, in totale, il progetto rimane fin troppo ambizioso per poterci consegnare solo atmosfere piacevoli, gradevoli. Non è eclettismo. Non è minimalismo. Non è né acustica, né folk. Sì, rientra nella lounge, ma è un’etichetta di comodo, giusto per rendere questa recensione più chiara. Non eccelle e non si eleva. Inevitabilmente easy listening, questo è il problema.
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08 November 2011
Aveva suonato con i Bron Y Aur, poi con i Franklin Delano ma poi si è perso, ha cambiato vita, nazione e si è visto allo specchio, così ha pensato di cominciare una storia tutta sua. Mi piace immaginarmela così questa vicenda. A cominciare dal gioiello che titola questo EP, Nick Rivera, il cui vero nome è Michele Sarti, si mostra in tutta la sua essenza e profondità. L’incedere e lo sprofondare, il battito e il violino, il passo e le ali, per raccontare una storia di amicizia e speranza: “Happy Song Is A Happy Song”. Appunto. Non scambiate però questo musicista per un crooner da cameretta, un po’ adolescenziale e pronto al la la la. Le sue corde sono prestabilite e gli strumenti usati hanno la loro strada precisa da seguire. Tutto sembra piacevole ed educato. E non sempre è un male. Mary Dow canta come ospite in “Renee Luise” creando un’atmosfera alla Stereolab. Ogni tanto ci si purifica con la delicatezza degli strumenti a fiato, la batteria fidata, un suono dal laptop, una voce fumosa e quasi fredda che spiega quel che accade al cuore, ma poi la musica copre anche le parole e con “Feathers” tornano i cavalli tonanti che attraversano al galoppo la distesa e si ha la sensazione che sia quella la felicità. Lasciarsi andare alla corsa insieme. Tutti gli strumenti e i suoni di Nick Rivera, sembrano i suoi burattini e lui li incarna e stratifica il suono ora distorto ora armonioso, ora minimale, ora complesso. Spiegare la musica è sempre difficile ma pensate a un uomo con uno zaino enorme che cammina felice su una nuvola senza sentire la fatica. (Francesca Ognibene)
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11 October 2011
Subtle, lenitive, soothing, hints of classical, orchestral pop music, enriched with electronics, all driven gently with acoustics and wind instruments, plus tinkling bells, guitars and whispered male vocals: one-man band Nick Rivera, from Sardinia, Italy, we might say he successfully doses those textural melodies of wonderment of Efterklang and Múm with the cradle songs of Dead Western (Butter in my head): that means, a hidden treasure indeed, one more time showed under the faint lights of the indie niche. That’s why we’re here.Nick Rivera, aka Michele Sarti, previously joined gems such as Sunny Days Sets Fire, Franklin Delano, Oh Atoms: his solo project Happy Song is a Happy Song is music of early morning psychedelia for breakfast, or to fall down at bed, at night, dead tired and supply the needed magic for the REM sleep.The EP collects floating instrumental interludes (Renée Luise, Happy song is a happy song) and songs with lyrics, also able to play carefree parenthesis (Horn Y Orgy), yet, constantly feeding up a sense of class and elegance (apotheosis in the crescendo ofFeathers), cerebral sound food, musical textures which mix sugar and bitter, all fully compelling. Warmly recommended.
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18 August 2011
Nick Rivera, un gruppo progetto con tre chitarre, due elettriche ed una acustica e una batteria. Al centro stanno le composizioni e la voce quieta di Michele Sarti, musicista cagliaritano trasferito a Londra, che suona anche la chitarra elettrica e il corno francese, mentre Andrea Cerchi e Raffaele Pillia curano le chitarre acustiche e seguono come seconde voci e i tamburi e i piatti sono affidati a Stefano Vacca. Il genere musicale è inclassificabile, tra il cantautorato internazionale “art-rock” acustico – ma con spezie elettroniche minimali – e qualcosa d’altro, di difficile definizione ma non di ascolto ostico. Nick Rivera ha già prodotto un bel CD uscito di recente intitolato “Happy song is a happy song”, suggestivo e ricco di suoni inusuali e ricercati.
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02 August 2011
Nick Rivera (Michele Sarti, Cagliari 1974). Ha all’attivo numerose e trasversali mescolanze tra Londra e l’Italia: dalla band Takoma ai Sunny Days Sets Fire, dagli Oh Atoms ai Franklin Delano. Il suo primo progetto è stato la libera reinterpretazione dell’opera del compositore tedesco Kurt Weill, per il quale ha diretto una band composta da banjo, pianoforte, strumenti a fiato, flauto e percussioni. Il suo ultimo album si apre con “Renee Luise” pezzo in punta di piedi, leggero e intenso, l’arpeggio della chitarra accompagna in una promenade notturna minuscoli e timidi alieni bisognosi di parole. E sì parole, sembrano parole sussurrate tra i passi, i suoni. Non sovrastrutture, ma strutture accoglienti, che accolgono le emozioni di chi si abbandona all’ascolto. Sua è l’arte del saper raccontare atmosfere e l’artigianato di saperle costruire con sapienza.
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28/03/2011
Nick Rivera, al secolo Michele Sarti, è un artigiano della musica diy (DO IT YOURSELF, nda): autodidatta con quasi tutti gli strumenti con cui si cimenta, è uno di quelli che appena prendono uno strumento riescono a tirar fuori, per forza, qualcosa che funzioni…insomma è uno di quelli che maledici con tutta la forza che hai in corpo perché lui ci riesce e tu, che ti sbatti da anni con una chitarrina, non riesci ad andare più avanti del si bemolle minore perché ti fanno male le dita. Naturalmente stiamo parlando di me, però onde evitare di uscire “fuori tema” mi rituffo a capofitto nel racconto di questo disco. “Happy Song is a Happy song” è l’ultima fatica di Nick Rivera che con questo ep ci catapulta in un mondo affollato di suoni e colori in cui rimani a galla, godendoti gli ultimi raggi di sole di una giornata al mare che volge al termine. Tromboni, trombe e bassituba si incastrano perfettamente in un puzzle che, credimi, non tarderai, a risolvere. Echi dei primi Broken Social Scene di “Feel good lost” in salsa tipicamente british, nonostante il “nostro” sia sardo. Un ep da avere insomma, da ascoltare e riascoltare e da gustare con un buon vino, magari consigliato proprio dal caro Michele, sommelier in erba.
Andrea Murgia
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23/03/2011
…De La Bèl Netlabel no se ha hablado bastante, al menos todavía, a pesar de que el nuevo EP del italiano Nick Rivera, “Happy song is a happy song”, inspira: cuatro canciones de post-folk aéreo y moderadamente marciano que apreciarán sobre todo quienes se suelan sentir raros al sentirse bien…
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17/03/2011
La bel Netlabel sigue con su estilo particular publicando música de artistas que mezclan electrónica y folk, en este caso mas acústico que electrónico. Repasando un poco la referencia nº7 por Nick Rivera, nos encontramos ante guitarras, violines, trompetas, percusiones, vocales y demás para formar un mini álbum de Folktrónica que nos hace recordar viajes, lugares o situaciones que ya sucedieron, pero que nos alegra recordarlas. Hay que dejarce llevar por esta hermosa instrumentación de Nick. Recomendable.
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21/02/2011
Retour chez les italiens de La bèl netlabel avec un Ep tout doux, de la musique de pop/folk pépère et bucolique concoctée par Michele Sarti aka Nick Rivera croisé déjà sur de nombreux projets. Là, on découvre son savoir-faire en matière de compostions et d’arrangements avec une façon qui rappelle un peu le côté bricolé et patchwork de FS Blumm. Découvrez donc ces 4 chansons remplies d’instruments de toutes sortes. Une netrelease que l’on aurait pu trouver il y a quelques temps chez les espagnols d’error lo-fi, car dans le même esprit.
[8.5/10]
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21/02/2011
Happy, happiness? Gioca intorno a queste parole, l’esordio solistico del musicista cagliaritano Michele Sarti, pardon Nick Rivera. L’Ep “Happy song is a happy song” ha il sapore dolce dell’allegria tenuta a bada, ma pur sempre happy. Happiness, intesa come Associazione Sustainable happiness, è l’altra faccia di questo lavoro. Il lato B, che riguarda la collaborazione del polistrumentista con l’associazione, punto d’incontro per tutti coloro che operano nella sostenibilitá nata a sostegno del patrimonio ambientale, sociale e culturale. Una collaborazione che ha prodotto le custodie dei suoi cd con l’arte del riciclo. Arte e artigianato, se così si può definire è il connubio che sostiene questo bellissimo Ep, uscito per La Bel Netlabel e che è stato presentato a Roma dal vivo domenica 23 gennaio scorso alla Locanda Atlantide. L’arte del saper raccontare atmosfere e l’artigianato di saperle costruire con sapienza. Michele Sarti ha all’attivo numerose e trasversali collaborazioni tra Londra e l’Italia: dalla band Takoma ai Sunny Days Sets Fire, dagli Oh Atoms ai Franklin Delano. Il suo primo progetto è stata la libera reinterpretazione dell’opera del compositore tedesco Kurt Weill, per il quale ha diretto una band composta da banjo, pianoforte, strumenti a fiato, flauto e percussioni. Bellissimo il video di “Horn Y Orgy” con la regia di Roddy Clarck e Simon Jarvis, bellissimi i suoi live. L’Ep si apre con “Renee Luise” pezzo in punta di piedi, leggero e intenso, l’arpeggio della chitarra accompagna in una promenade notturna minuscoli e timidi alieni bisognosi di parole. E sì parole, sembrano parole sussurrate tra i passi, i suoni. Il brano che dà il titolo all’Ep, con l’allegro sovrapporsi di timbri sembra che venga su con lo stesso approccio della costruzione di una casa: fondamenta di base e strati su strati di note. “Butter in my head” sembra il buongiorno, l’inizio della mattina lento e sonnecchioso per poi concludersi con il notturno movimentato e rock.
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07/02/2011
In Cagliari born but now in London residing Michele Sarti aka Nick Rivera is being and has been participant in the line-up of many groups (Bron Y Aur; Franklin Delano; Sunny Day Sets Fire; Oh Atoms; Takoma). Yet, his recent project is definitely an act of intimate folk, or folk-based art which tends to search for diverse sonority fields, potent harmonic angles, making out impressive experiments with baroque pop, shuffling analogue electronics and cinematic undercurrents of epicness, all in all, finding out an equilibrium between the kind of astonishing inner harmony and outer form of beauty. Of course, Sarti is not alone, being assisted by many other musicians. For instance, at Renee Luise, the opening track, beautiful unisoned vocal lines are compiled by voices of him and Mary Dow. Indeed, an amazing track. Or in the other place the unisoned chords of fingerpicked strings (guitar, ukulele) and cello keys do play out a perfect chamber folk example (Horn Y Orgy). Or is it as if Air`s Moon Safari`s most epic moments were mastered in the vein of chamber pop attitude somehow? The title track enters into the indie folk area, more concretely, reminding of the Welsh whimsical folk wizards Gorky`s Zygotic Mynci`s playful shufflings on the ground of bucolic acoustic pop jams and acid-filled synthezised passages. Happy song is a happy song is one of the most excellent appearances (if not the best) in 2011 so far. Imagine you having a home in the countryside and you are sitting outside for looking at the sun`s going down. A truly great monumental set indeed.
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04/02/2011
Torna La bèl netlabel dopo due mesi di assenza dalla scena net-audio. Ci aveva lasciati con una release di stampo elettro-hip-hop-sofisticato, l’ottimo “E non sai quanto ci penso” di Neeva ed ora inaugura il nuovo anno con questo EP dalle tinte decisamente più acustiche intitolato “Happy song is a happy song”, esordio solistico del poli-strumentista cagliaritano Nick Rivera (alias Michele Sarti). Nick, che vanta passate collaborazioni con Franklin Delano e Bron Y Aur, ha iniziato questo progetto a Londra, dove tra l’altro ha girato il simpatico video di “Horn Y Orgy” con la regia di Roddy Clarck e Simon Jarvis, proseguendolo sul finire del 2010 qui in Italia, dove ha intrapreso anche una discreta attività live. L’EP si apre con il delicato arpeggio di chitarra di “Renee Luise”, piacevole passeggiata tra le campagne notturne in compagnia di piccoli ed intimiditi alieni in cerca di comunicazione, dove tra un passo e l’altro una miriade di strumenti acustici si prendono per mano in un crescendo lento e costante. Il brano che dà il titolo all’EP, con il suo giocoso sovrapporsi di ritmiche, delinea bene lo stile compositivo del musicista cagliaritano, a cui piace sovrapporre continui strati sonori all’interno delle sue tracce, infondendo un lieve senso di speranza e di comunione. In “Butter in my head”, la voce sussurrata col sapore di primo risveglio è inizialmente accompagnata in un’atmosfera semi religiosa da un pizzicato e da un cello…chiudo gli occhi e sono all’interno di una minuscola camera dalla luce soffusa in compagnia di Nick e i suoi amici strumentisti, tra bicchieri di buon vino e qualche sigaretta che crea quella foschia necessaria alla giusta atmosfera. Il brano si evolve successivamente verso una lenta marcia tra trombe e synth anni 70.
A mio parere l’episodio più riuscito di questo EP (con il mastering effettuato da Bill Gautier a Londra), in cui Rivera dimostra di sapere accostare strumenti acustici consueti ed inconsueti a sonorità più elettroniche con gusto e naturalezza creando un sound decisamente originale. Dal 7 Febbraio sul sito La bèl si potrà acquistare anche la versione in CD a tiratura limitata con due inediti.
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29/01/2011
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29/01/2011
Thomas Raukamp about “Happy song is a happy song”
A floating Folk four-tracker with some gentle acoustic guitars and rhythmic arrangements supported by well-placed electronic sparkle and quirky sounds. A lovely sonic background for your perfect weekend.



























